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9/5/2018
News: Tirocini in bando per laureati non abilitati. Mnlf: no a escamotage
Si torna a discutere di tirocinio extracurriculare e questa volta a sollevare la questione è il Movimento nazionale liberi farmacisti a proposito del bando del Comune di Campobasso per la selezione di due farmacisti laureati che non abbiano conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione e non siano iscritti all'Ordine per tirocini extracurriculari presso due farmacie comunali. Come si ricorderà, il Molise è una delle Regioni che hanno recepito con propria delibera l'accordo Stato-Regioni del 25 maggio 2017 che aggiorna le linee guida sui tirocini formativi e che prevede la "non attivabilità" dei "tirocini in favore di professionisti abilitati o qualificati all'esercizio di professioni regolamentate, per attività tipiche o riservate alla professione". «Fatta la legge, trovato l'inganno» è il commento del Mnlf, che rileva come, nel rispetto della «legalità», ma non di un approccio «etico», il bando sia destinato a farmacisti «non ancora abilitati all'esercizio della professione e non ancora iscritti all'ordine professionale». Il bando, pubblicato il 3 maggio e attivo per 30 giorni, prevede "un impegno di 25 ore settimanali su cinque giorni" per una "indennità di partecipazione mensile di 500 euro", una "durata di mesi 6 mesi", rinnovabili, per un tempo non "superiore a 12 mesi". "Soggetto promotore eÌ il Centro per l'Impiego di Campobasso - Regione Molise" e tra i requisiti c'è anche quello di "trovarsi in stato di disoccupazione ai sensi dell'art.19 del d.Lgs.150/2015". Da un lato, scrive il Mnlf, c'è una questione di carattere più generale: «nella pratica, con l'attivazione di due tirocini e la conseguente copertura annua del fabbisogno lavorativo, si impediscono le normali assunzioni e, di fatto, si contribuisce all'aumento della disoccupazione nel settore». Ma, oltre a questo, per il Mnlf «alcune domande sorgono spontanee: perché un laureato in farmacia che, proprio per il conseguimento di quella laurea, ha, pochi mesi prima, dovuto sostenere un tirocinio obbligatorio presso una farmacia di 6 mesi, ha la necessità di altro tirocinio dopo la laurea? Quali mansioni il tirocinante potrà svolgere nelle due farmacie comunali non essendo ancora abilitato e iscritto all'ordine e non potendo di conseguenza dispensare alcuna ricetta medica o svolgere alcuna funzione in autonomia tipiche della sua professione? Il sospetto è che il Comune di Campobasso con questo escamotage voglia trovare facilmente e a costo zero (indennità di partecipazione di 500 euro/mese pagata dalla Regione) manodopera specializzata senza procedere al normale iter delle assunzioni». «Una situazione non accettabile sulla quale si chiede l'intervento dell'Ordine e della Federazione anche perché il rischio è che costituisca un precedente» aggiunge Maurizio Cini, professore all'Università di Bologna e presidente Asfi (Associazione scientifica farmacisti italiani). «Non si capisce che cosa possono fare i due farmacisti - non uno, ma due - laureati e non abilitati, per 6 mesi e magari anche 12. Oltre a questo, va ricordato che secondo il codice deontologico, articolo 5, chi non è abilitato non può nemmeno indossare il camice bianco. Ci auguriamo che sulla situazione vigili l'Ordine, anche per verificare che i due tirocinanti non vengano impiegati in maniera impropria, con tutte le conseguenze che la situazione comporterebbe anche per gli stessi laureati». Sulla questione dei tirocini, «ci tengo poi a sottolineare che ancora ci sono ancora regioni che non hanno recepito l'accordo sulle linee guida». «Non siamo al corrente della specifica situazione» spiega Francesco Schito, Segretario Generale Assofarm. «Nel rispetto delle normative regionali, quello che va evitato è l'utilizzo del tirocinio per attività ordinarie e che non siano finalizzate alla formazione. L'obiettivo dei tirocini è formativo e anche le attività che il tirocinante andrà a svolgere dovranno attenersi a questo». Tra gli obiettivi principali indicati dal bando per il Tirocinio, c'è: "Apprendimento di abilitaÌ tecnico-operative in riferimento alle attività di consulenza e dispensazione di farmaci e prodotti non farmaceutici, alle attività di controllo delle prescrizioni mediche, di acquisto e di conservazione dei farmaci, alle attività di gestione approvvigionamenti e magazzino di tutti i prodotti farmaceutici; Acquisizione di abilitaÌ e competenze nella gestione dell'accoglienza e del commiato del cliente garantendo la privacy e la risoluzione dei reclami; Acquisizione di tecniche di marketing finalizzate alla promozione e alla vendita di prodotti farmaceutici". Francesca Giani Fonte: Farmacista33

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